Notizie “digitali” in pillole/1


InternetSlovacchia, giornali in concorrenza si uniscono per le edizioni online
Quando pensiamo all’Est europeo, in molti pensiamo a realtà che in confronto a noi sono rimaste indietro. Spesso e volentieri ci sbagliamo.
Nel maggio scorso in Slovacchia le principali testate giornalistiche nazionali hanno firmato un accordo per condividere un unico paywall delle versioni online dei rispettivi quotidiani, e dividerne poi il ricavato (leggi l’articolo pubblicato su firstonline.info). Si tratta di nove editori e dodici testate (otto quotidiani, un settimanale, due mensili e un testata giornalistica sul web). Quindi, quotidiani da sempre in concorrenza che si sono uniti in una collaborazione per le edizioni online. Un traguardo quasi impensabile.
I ricavati vanno per il 40% al sito per il quale l’utente ha sottoscritto l’abbonamento, il 30% al sito sul quale il lettore legge le informazioni, il restante 30% alla struttura di Piano Mediam che ospita l’intera piattaforma.

La Slovenia segue a ruota
Lo stesso progetto recentemente è stato adottato anche dalla Slovenia (leggi qui l’articolo di Fiulionline).
“Quello che unisce le due nazioni – ha commentato Tomas Bella, ex direttore di Sme Online, l’edizione digitale del principale giornale slovacco, ora amministratore delegato di Piano Media – è il fatto che tutti i giornali sono in crisi e hanno un disperato bisogno di trovare nuovi canali di introito”.
Piano Media agisce un po’ come Apple, applicando una ritenuta del 30%, la stessa che viene praticata alle applicazioni scaricate dall’App Store.
Sul tema, leggi anche questo interessante articolo (in inglese) del Nieman Journalism Lab.

Elezioni politiche in digitale: è l’Estonia il primo Paese
Passiamo all’Estonia, o e-Stonia, come ormai in molti la chiamano. Qui è nato Skype. Questo è un Paese in cui l’accesso a internet è un diritto sancito dalla Costituzione. Le scuole e i programmi di insegnamento sono online.
In Estonia si vota, addirittura, su Internet. Il voto elettronico era stato già sperimentato, anche se in modo limitato, per le elezioni amministrative del 2007: lo utilizzarono con successo, all’epoca, oltre 10mila persone (leggi qui l’articolo uscito, ai tempi, su Repubblica).
Nelle ultime elezioni (febbraio scorso) il voto su internet, come prevedibile, ha fatto il boom.

Amazon che cancella i libri digitali
Altro flash, questa volta che riguarda strettamente l’editoria digitale.
Amazon.com ha rimosso oltre 4.000 libri digitali dal suo negozio online: una mossa definita “necessaria”. La società di Jeff Bezos, infatti, è impegnata a mettere i libri in catalogo al prezzo più basso possibile per conservare il predominio dei suoi dispositivi Kindle. Fallito il tentativo di vendere i titoli della Indipendent Publishers Group a un prezzo più basso, ha preferito cancellarli. 4.000 eBook sono scomparsi. Per saperne di più clicca qui.

Ancora su Amazon, che ha aperto il suo primo negozio
Si era già accennato in passato alla possibilità che Amazon aprisse librerie sul territorio (clicca qui).
Di recente è successo davvero, e la Amazon ha aperto il suo primo store a Seattle. Così, anche i siti e-commerce cominciano ad aprire catene di negozi sul territorio per sfruttare al meglio il proprio marchio (leggi questo articolo).

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