Autopubblicazione, autoimpaginazione e autopromozione. E’ possibile vendere un milione di eBook in 5 mesi?


John Locke ha sessant’anni, nato e cresciuto negli Stati Uniti. Middle class americana, agente assicurativo. Fino a un anno fa aveva anche lui – come molti – un romanzo nel cassetto, ma rimaneva un perfetto sconosciuto. Poi, a un tratto, la sua vita è cambiata, e da pochi mesi è entrato a far parte del Kindle Million Club. Un Club in cui l’accesso è riservato agli autori Amazon che hanno venduto più di un milione di copie dei propri eBook. Avete capito giusto. Sì, sono un milione di copie. Sì, si tratta proprio di eBook. Tra gli altri membri del club ci sono i più grandi best-seller (soprattutto autori americani) degli ultimi anni, tra cui lo Stieg Larsson della trilogia Millennium.
Dove sta la grande novità di John Locke? Che si è autopubblicato. Avete capito bene, nessuna casa editrice. Autopubblicazione, autoimpaginazione e autopromozione.
A novembre, un’altra self-publisher, Amanda Hocking (clicca qui per ficcare il naso nel suo blog), è entrata nel Club degli autori. Anche lei più di un milione di copie vendute. Temi: ragazze alla ricerca di se stesse, e vampiri. Anche lei si è autopubblicata. Poco dopo, stessa sorte per David Baldacci e Stephenie Meyer.

I segreti del successo
Sia Locke sia Hocking (e pure Baldacci e Meyer) hanno stampato con il Kindle Direct Publishing (clicca qui per il sito del Direct Publishing di Kindle e qui per capire meglio come pubblicare – l’articolo è sul sito www.ebookandbook.it), un servizio che permette di pubblicare in completa autonomia i propri testi, decidendone il costo (da dividere, ovviamente, con Amazon). Per quanto riguarda Locke (clicca qui per il suo blog), le armi vincenti sono state il prezzo quasi irrisorio (99 cent), belle gambe di donna in copertina (vedi l’immagine qui sotto: le copertine hanno quasi tutte la stessa impostazione), titoli accattivanti e libri ben scritti (così sembra) sulle avventure da agente della CIA del personaggio immaginario Donovan Creed. Lo stile divertente, il linguaggio semplice, storie piccanti e, soprattutto, una grande capacità imprenditoriale dell’autore hanno fatto il resto.

Confesso che, cercando notizie e informazioni sulle storie di Locke e Hocking, ed essendo io uno scrittore in erba, ho subito sentito il forte impulso di seguire la loro strada…

Locke e Hocking ce l’hanno fatta, perché io non posso?
Perché io no? Le risposte sono tante, provo a scrivere qualcuna. Beh, innanzitutto il mercato italiano non è quello statunitense! Qui gli eBook stentano ancora a decollare. E un conto è vendere in lingua inglese, rivolgendosi quindi al mercato di mezzo mondo, un conto è pubblicare in italiano. In secondo luogo, John Locke, oltre a scrivere dignitosamente su argomenti che attraggono il grande pubblico, è un agente assicurativo, conosce le pratiche commerciali e – lo ha dimostrato – ha un incredibile fiuto per il business. Io sono molto determinato a diventare uno scrittore, penso sul serio di avere delle potenzialità (talvolta scrivo addirittura bene!), ma su business, numeri e autopromozione non sono particolarmente ferrato. Ho, cioè, ancora bisogno di un editore. E ne ho bisogno in un momento storico in cui – John Locke lo ha dimostrato – l’editore non è più la “figura unica” attraverso cui ogni autore deve passare se intende pubblicare. Sul tema leggete anche questo interessante articolo pubblicato su La Stampa Web che esordisce con una citazione provocatoria di J.A. Konrath: «Gli editori non possono sopravvivere. Semplicemente non possono. Perché non servono più» (leggi tutto l’intervento di Konrath in lingua originale cliccando qui).

Il lettore è al centro, l’editore non esiste, l’autore è un esperto di marketing
È
finita qui? No. Sul suo sito John Locke parla con i lettori, chiede informazioni. Dice che vuole scrivere su un argomento scottante, lo accenna in un post, chiede consigli. “Voi mi leggereste? Che ne pensate?”. Il lettore è al centro di tutto. Locke sostiene di aver avuto più di 500 risposte in 24 ore, qualcosa di incredibile, ricevendo più di 100 e-mail o messaggi di sostegno per entrambe le decisioni. Dopo un grande dibattito, la decisione: John Locke non pubblicherà il libro. I lettori hanno vinto. Ma poco importa. Se l’avesse pubblicato, i lettori avrebbero vinto lo stesso. Hanno parlato, si sono confrontati con l’autore, sono diventati protagonisti. È questo il segreto, è questa la grande forza di Locke, e anche qui stanno le immense prospettive di crescita di Internet e del mercato degli eBook, self-publishing compreso.
Ma l’uomo da un milione di eBook in cinque mesi non finisce di stupire: recentemente ha firmato un contratto di stampa e distribuzione con una della più grandi e prestigiose case editrici statunitensi, la Simon & Schuster di New York. Così John Locke, pur tenendosi stretti i suoi diritti d’autore, ha avuto la furbizia editoriale di appoggiarsi a un colosso del mercato per ampliare la fruibilità dei suoi libri, ora acquistabili nella doppia digitale e cartacea. Per saperne di più leggi questo articolo tratto dalla nuova (e meritevole) rivista online eBook mania. Oppure leggi questo interessante articolo, tratto dal sito Hardware upgrade.
(L’immagine qui sotto gentilmente concessa dal sito letteratitudine.blog.kataweb.it)

E in Italia?
Il mercato del self-publishing ha quindi un’espansione di tipo esponenziale. Inutile rimarcare quanto questa forma di editoria “fai-da-te” incida sulla quantità di titoli a disposizione (ogni tanto anche sulla qualità, in effetti!), e soprattutto sul loro prezzo medio.
In Italia siamo, come dicevo poco fa, ancora lontani da fenomeni come quello di Locke. Il caso editoriale nostrano è stato Pietro De Viola, l’autore di “Alice senza niente”: nato come eBook gratuito, grazie alla promozione in Rete e alle tante recensioni positive, è stato scaricato da più di 30.000 persone. È di poche settimane fa la notizia che ora è arrivato anche in libreria, pubblicato da Terre di mezzo Editore (96 pagine, 10 euro). Per crearsi futuro, quindi, De Viola è dovuto ripiegare sul mercato tradizionale. Leggi un interessante articolo pubblicato su Repubblica per saperne di più.

Un libro non si vende da solo
Evviva l’autopubblicazione, sembrerebbe. Ma, occhio: la cosa più facile, autopubblicandosi, è quella di appagare per qualche giorno il proprio ego, e poi lasciar lì il libro, non letto da nessuno se non da pochi amici, nella speranza che prenda il volo senza sforzi (propri).
Ma il libro non si venderà mai da solo. Serve capacità, voglia, possibilità, determinazione per seguire tutto passo a passo. Quanti autori sono in grado, e hanno la possibilità (di tempo, denaro, ecc.) di seguire l’aspetto economico-finanziario e promozionale del proprio libro appena autopubblicato? La risposta mi sento già di darla, senza nessuna statistica alla mano: pochi.
Sembra, però, che non ci siano altre possibilità per i self-publisher: ogni autore che voglia provare a emergere dovrà confrontarsi e scontrarsi con altre competenze, legate alle strategie di marketing e di mercato. Strategie che, però, non hanno nulla a che fare con la letteratura.
(Sul tema consiglio anche questo articolo pubblicato sul sito letteratitudine.blog.kataweb.it)

Da Wikipedia.it
Il self-publishing (autoedizione) (clicca qui per leggere la pagina) consiste nell’assunzione, da parte di un autore dell’attività di pubblicare un libro o un’opera simile, senza passare attraverso la intermediazione di un editore. Si distingue sia dalla normale edizione sia da dall’edizione a spese dell’autore. Nel primo caso tutte le spese sono a carico dell’editore, che si incarica di realizzare e distribuire l’opera, promettendo una remunerazione del diritto d’autore in genere in forma percentuale. Nel secondo esiste sempre la figura dell’editore, ma le spese sono sopportate in tutto o in parte dall’autore o da chi lo sponsorizza.
Nel caso di autoedizione l’autore, invece, si incarica di seguire tutte le fasi della realizzazione dell’opera, avvalendosi eventualmente di qualche figura professionale esterna.

6 commenti

Archiviato in eBook

6 risposte a “Autopubblicazione, autoimpaginazione e autopromozione. E’ possibile vendere un milione di eBook in 5 mesi?

  1. Articolo interessante su un argomento di cui si fa un gran parlare. A questo proposito segnalo anche l’articolo scritto da un manipolo di autori della cosiddetta Generazione TQ, si trova qui su Nazione Indiana: http://www.nazioneindiana.com/2011/10/30/una-questione-di-qualita-2/
    Che, al di là di un’impostazione che può apparire un po’ spocchiosa, cerca di differenziare tra il “self-publishing di per sé è neutrale. Il self-publishing altro non è, o almeno dovrebbe essere, che autoproduzione, premessa di una diffusione dal basso e con i propri mezzi, in autonomia e indipendenza. Oggetto di questi nostri appunti invece è la dimensione etica, economica e culturale di quella che chiameremo ‘pseudoeditoria’. Per pseudoeditoria intendiamo quell’attività di self-publishing che maschera l’autoproduzione.”
    E sulla questione dei mercati, ahimé c’è poco da fare… l’italiano è una lingua periferica e marginale e forse il milione di copie di John Locke (su circa un miliardo di anglofoni) potrebbe essere paragonato a poco più di 50.000 copie per lo scrittore italofono. Se poi parliamo di ebook ho il sospetto che nemmeno esistano 50.000 persone che ne possiedono uno.

    • Interessante la definizione di ‘pseudoeditoria’ come mascheramento dell’autoproduzione… potrebbe essere un bello spunto per uno dei prossimi post.
      Per quanto riguarda il mercato, sono completamente d’accordo con te: un milione di copie ventute in lingua inglese sono più o meno 50.000 in italiano. Anche se, a pensarci, vien quasi da piangere!🙂

  2. articolo interessante… temo che il mercato italiano ancora non sia pronto, e l’editore tradizionale sia ancora il passaggio obbligato per avere visibilità e (in rari casi) successo. per editore, intendo uno di quelli che investe su di te, che non chiede contributi economici… in caso contrario sono semplicemente “tipografi”.
    in bocca al lupo!
    gianluca

    • Crepi il lupo! Io ho già pubblicato, in cartaceo ovviamente, con Stampa Alternativa, un’ottima casa editrice, molto seria e rispettosa nei rapporti l’autore. So per esperienza (e per sentito dire) di essere stato fortunato: per molte case editrici (non tutte, certo!) i contributi economici sono il passaggio obbligato degli autori emergenti. E da lì, come dici tu, il passaggio a diventare “tipografi” è molto breve…
      Sono d’accordo con te comunque: il mercato italiano non è ancora pronto per il passaggio che hanno fatto Locke, Hawking e altri negli USA. Anche se (forse?) presto ci avvicineremo anche noi…
      Grazie Gianluca, e a presto!

  3. Mi sembra evidente che l’autopubblicazione (quella “professionale”, diciamo così) non sia altro che il sommarsi, nella stessa persona, delle attività di scrittore e di editore. Non è quindi vero che l’editore non serve più. Serve invece la capacità di fare l’editore, che non è di tutti (come il post illustra bene). Ovviamente i costi sono ben diversi per gli ebook rispetto ai volumi cartacei e questo è il cambiamento più importante. L’altro cambiamento rispetto al passato è il rapporto diretto (in rete) tra “autore” e lettore in tutte le fasi produttive.
    Tutto questo è un bene? Ho qualche dubbio. L’omologazione delle copertine è già un brutto segno. Il rischio è un ulteriore appiattimento verso il basso dei contenuti e dello stile. Non che non accadesse anche prima, ma – come si dice? – al peggio non c’è mai fine…

    • Hai ragione: l’omologazione delle copertine (John Locke in questo è un esempio assoluto) è un brutto segno, anche inquietante…. Il rischio come dici tu è quello di un appiattimento verso il basso, è non è cosa da poco. Anzi, è un fenomeno preoccupante da tenere in osservazione.
      Però questi cambiamenti non potrebbero portare anche dei grandi benefici? Per l’autore e per il lettore, e forse anche per le case editrici, se riusciranno a reinventarsi nel nuovo mercato?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...