#LibrInnovando, prospettive e spunti di futuro


LibrInnovando: il logo

Ogni maggio a Torino c’è il Salone del Libro. Cinque giorni intensi a stretto contatto con libri ed editori. Generalmente cammino dentro i padiglioni fino a quando iniziano a farmi male i piedi.
Convegni, conferenze, libri, autori, editori, decine di migliaia di lettori. E ancora redattori, stampatori, webdesigner e, più in generale, tutti coloro che, a vario titolo, entrano in contatto con il processo di pubblicazione dei libri.
Beh, l’altro giorno non ho partecipato a nulla del genere. Nessuna camminata infinita tra enormi padiglioni, nessuna corsa tra una casa editrice e l’altra, alla ricerca di qualcosa o qualcuno. Le decine di migliaia di persone erano solo qualche centinaio. 500, hanno detto gli organizzatori. Forse meno. Forse poco di più. Ma poco importa.
Quello che importa è che, l’altro giorno, a Milano, la terza edizione di #LibrInnovando ha dato prospettive e spunti di futuro (clicca qui per leggere l’articolo uscito su Il Sole 24 ore). Se la prima e la seconda edizione (purtroppo) mi hanno visto interessato ma non partecipe, questa volta non sono riuscito a non andare.
Ho visto una quarantina di esperti confrontarsi in un convegno gratuito, discutendo apertamente delle ultime frontiere dell’editoria digitale.
Non è stato uno di quegli incontri pallosi per addetti ai lavori, in cui gli addetti ai lavori stessi sono i primi ad annoiarsi nel ripetersi sempre le solite cose. È stato un incontro in cui si sono confrontati tanti ruoli diversi (editori, lettori, redattori editoriali e tantissimi blogger).

Ribaltati i ruoli tradizionali lettore-autore-editore
Sono stati tanti gli spunti, le riflessioni e le prospettive future emerse. A cominciare da come è nata questa iniziativa: su Twitter. L’account dell’iniziativa ha avuto più di un migliaio di followers. Più di 500 persone, secondo gli organizzatori, hanno twittato più di 6.000 tweets scrivendo come hashtag #librinnovando. Un successone.
Ma passiamo a qualche impressione sull’iniziativa. Comincio con l’incollare qui sotto tre righe del blog di Selfpublishing, secondo cui #LibrInnovando ha ribaltato i ruoli tradizionali, permettendo ai lettori di prendere la parola “per cantargliele chiare ai (molti) editori presenti in sala. I lettori, noi tutti cioè, hanno scoperto che grazie agli eBook contattare l’autore non è solo facile, ma è anche interessante e divertente. Hanno cominciato a farlo e lo faranno sempre di più. Non smetteranno. […] Il meteo letterario prevede tempi magri per critici noiosi e baroni paludati”. Leggi qui tutto l’articolo, per capirne perché.

L’indignazione dei lettori di eBook
Per Matteo Scurati della piattaforma indipendente Bookrepublic (leggi qui un precedente post di questo blog), intervenuto durante la giornata, la “libreria digitale può diventare un luogo di relazioni vitali ed efficaci dove i lettori parlano tra di loro e soprattutto fanno capire agli editori i loro desiderata”.
Di cosa si lamentano maggiormente i lettori? Beh, a quanto è emerso dal convegno, uno dei principali problemi, se non il principale, è la presenza di DRM pesanti. I DRM, per chi non lo sapesse, sono quelle protezioni dei file epub, e degli eBook in generale, contro la pirateria informatica. DRM significa Digital Rights Management, il cui significato letterale è “gestione dei diritti digitali”, è cioè quei sistemi tecnologici che rendono protetti, identificabili e tracciabili gli eBook. Sono, quindi, strumenti utili alle case editrici per far sì che i propri eBook non siano scambiati senza alcun controllo su internet (in merito leggi anche questo recente post). D’altro canto, i DRM non permettono – anche a chi ha regolarmente acquistato un libro digitale – di scaricarlo e utilizzarlo su più dispositivi (per esempio, caricare un libro sul proprio e-reader, ma anche sul cellulare e sul pc). Lettori indignati, quindi, e giustamente. Ho comprato un eBook, con che coraggio mi rendi impossibile caricarlo contemporaneamente su più dispositivi? Sarò libero di volerlo leggere sull’e-reader come sul monitor del mio pc! Che cazzo, l’ho comprato! Potrò fare l’utilizzo che voglio del mio file!

eBook e prodotto digitale non sono la stessa cosa!
Molto interessante lo spunto di Davide Giansoldati, che allarga il campo: “Credo che dovremmo iniziare a fare una distinzione tra eBook e prodotto digitale. Per me, comprare un eBook, significa avere subito una copia identica del libro cartaceo: non devo aspettare che il corriere me la consegni, la posso portare sempre con me insieme ad altri 100 titoli, posso usare strumenti avanzati di ricerca, aggiungere note e quant’altro.
Un prodotto digitale è qualcosa di diverso da un eBook: non parlo di come sarà realizzato se tramite app, web app o sito web. Parlo del prodotto killer che per la sua genialità, per il modo con cui se ne parla, per le sue funzioni e per quello che permette di fare, diventa un passaparola naturale, un tam tam in grado di attraversare il globo”.
Leggi il suo post cliccando qui.

Il libro
Dall’esperienza di Milano è nato un libro (dal titolo La lettura digitale e il web) a firma degli 11 blogger che a #LibrInnovando hanno portato le proprie analisi e competenze su questo mondo in continuo cambiamento. Clicca qui per saperne di più.

Vi lascio ancora due link in regalo, per aggiornarvi un po’ sui contenuti espressi durante la giornata. Collegatevi al blog Scrittevolmente cliccando qui oppure al blog Senzaerroridistumpa cliccando qui. Entrambi hanno approfondito un po’ i contenuti – in pillole, certo. Se volete essere informati in tutto e per tutto (e ve lo consiglio!) potete scaricarvi gli mp3 di ogni intervento dal sito ufficiale.

La sensazione della giornata di Milano? Di un mondo nuovo, avvincente, e sempre in cambiamento. Di una sfida per il futuro, che riusciranno a vincere gli editori e le redazioni che l’hanno accettata, questa sfida.

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