Scrivere sul filo del futuro

equiLibri digitali

equiLibri digitali, un nuovo service editoriale

Questi mesi di inattività sul blog non significano la mia scomparsa dalla scena. Anzi. In realtà significano proprio l’opposto. E cioè il lancio di un nuovo progetto.
Il logo e il nome di questo progetto li vedete qui a fianco. EquiLibri digitali è una rete di professionisti della parola – di cui faccio parte – che cura la comunicazione a tutto tondo. Andate a farvi un giro sul sito cliccando qui.
Date un’occhiata anche al blog. I temi che finora ho trattato su questo sito li sto curando e ampliando sul blog di equiLibri digitali, coadiuvato da cinque altri colleghi.

In futuro, quindi la maggiorparte dei miei post li vedrete pubblicati lì.

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Berlino chiama mondo: un eBook reader low, low cost

‘txtr Beagle

Il ‘txtr Beagle

Su molti blog e siti specialistici negli ultimi giorni sta rimbalzando la notizia di un eBook reader prossimamente disponibile a 10 euro. È assolutamente vero e assolutamente molto economico.
Ma vediamo di esaminare l’offerta con più calma. Non sempre è oro quello che luccica.
Si tratta di un eBook reader chiamato Beagle da 5 pollici, 600×800 pixel in eInk. Meno di 5 mm di spessore (4,8 per l’esattezza), leggerissimo (128 grammi), in vendita a circa 10 euro se abbinato a un contratto con gli operatori di telefonia. Lo lancia una libreria tedesca, la ‘txtr – leader nella vendita di eBook online.

Dalla sua ha sicuramente il prezzo. 10 euro è una cifra veramente irrisoria: costa meno della maggiorparte dei libri cartacei, molto meno di un biglietto nei settori più popolari di una partita di calcio. Ormai anche meno del cinema, vista la diffusione nelle sale del 3d che ha prodotto un rigonfiamento dei prezzi della visione di film sul grande schermo.

Ora passiamo ai limiti Continua a leggere

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Tablet o eBook reader?

È innegabile che gli eBook siano ormai un fenomeno che si è allargato a macchia d’olio. Anche in Italia, ormai quasi tutte le case editrici si sono dotate di una sezione eBook. In USA e, più in generale, nei Paesi anglosassoni, le cose procedono ancora più veloci. Se quindi è innegabile l’esplosione del fenomeno-eBook, quello che è ancora assolutamente incerto è il device, ovvero: quale strumento utilizziamo per leggere gli eBook? (sull’argomento leggi anche questo vecchio post).

Grafico

Grafico sull’utilizzo dei device

Le ultime statistiche di giugno 2012 del Pew Research Center’s Internet & American Life Project hanno già un titolo emblematico: The rise of e-reading (leggi qui le slide con le statistiche: sono molto interessanti e molto comprensibili anche per chi non sa l’inglese). Ebbene, emerge che il 21% degli americani nell’ultimo anno ha letto almeno un eBook. A fronte di questa percentuale, la ricerca mostra che il 19% possiede un tablet, e che la stessa percentuale, più o meno, possiede un eBook reader. (Sul tema leggi anche questo articolo in inglese).

Ebook reader o tablet?
Questa ricerca, quindi, non sembra venirci molto in aiuto. Oggi però ho letto un interessantissimo articolo sul sito dell’associazione Penneybook, un blog che vi consiglio enormemente perché contiene sempre un sacco di informazioni utili. Ebbene, l’articolo mette in dubbio che l’eBook reader possa sopravvivere alla guerra dei tablet. Continua a leggere

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Per vendere un eBook bisogna trovare un pubblico

Alcuni spunti sulla promozione editoriale offerti da chi ci è riuscito con successo

In un solo mese, un autore canadese che si è autopubblicato, Matthew Mather, ha raggiunto il primo posto nella classifica di Amazon dei libri più venduti, categoria “science fiction”.

CreateSpace di Amazon

CreateSpace di Amazon

Scritto in inglese, Atopia Chronicles (dai un’occhiata anche al blog dell’autore) è la storia di una donna, la dottoressa Patricia Killiam, che vuole salvare un mondo che si sta autodistruggendo, sospinto sull’orlo di un baratro. Il futuro – non così lontano – che viene descritto narra di un post-umanesimo che sta prendendo le inquietanti forme di un disastro ecologico di proporzioni devastanti.
Le cronache di Atopia, scrive l’autore, esplorano il significato dell’amore, della vita e la ricerca della felicità. Sono questi i suoi punti di forza, scrive Mather.
In realtà, a occhio e croce la questione dei punti di forza è decisamente più complessa, e non si restringe al ristretto campo delle tematiche affrontate. Il costo degli eBook è minimo, e, dopo aver venduto circa 30.000 copie nel mese di agosto, sono ancora disponibili anche al 50% di sconto. Ma – soprattutto – Atopia Chronicles ha funzionato perché Matthew Mather è riuscito a promuoverlo bene. Sulla promozione di un eBook già pubblicato ti rimando anche a questo vecchio post, in cui raccontavo l’interessante storia di John Locke, che aveva venduto un milione di eBook in cinque mesi.

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Notizie “digitali” in pillole/1

InternetSlovacchia, giornali in concorrenza si uniscono per le edizioni online
Quando pensiamo all’Est europeo, in molti pensiamo a realtà che in confronto a noi sono rimaste indietro. Spesso e volentieri ci sbagliamo.
Nel maggio scorso in Slovacchia le principali testate giornalistiche nazionali hanno firmato un accordo per condividere un unico paywall delle versioni online dei rispettivi quotidiani, e dividerne poi il ricavato (leggi l’articolo pubblicato su firstonline.info). Si tratta di nove editori e dodici testate (otto quotidiani, un settimanale, due mensili e un testata giornalistica sul web). Quindi, quotidiani da sempre in concorrenza che si sono uniti in una collaborazione per le edizioni online. Un traguardo quasi impensabile.
I ricavati vanno per il 40% al sito per il quale l’utente ha sottoscritto l’abbonamento, il 30% al sito sul quale il lettore legge le informazioni, il restante 30% alla struttura di Piano Mediam che ospita l’intera piattaforma.

La Slovenia segue a ruota
Lo stesso progetto recentemente è stato adottato anche dalla Slovenia (leggi qui l’articolo di Fiulionline). Continua a leggere

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If Book Then 2012, ovvero cosa può imparare l’editoria da un decennio di musica digitale

Non c’ero a Milano, e non sapete quanto mi è dispiaciuto. Mia figlia (ebbene sì, sono un giovane papà!) non è stata bene (non preoccupatevi: sono malanni di stagione!) e all’ultimo non sono potuto partire.
Dalla mia assenza a questo grande appuntamento ho imparato due cose: la prima è che era meglio esserci. La seconda è che gli appassionati di eBook sono anche grandi utilizzatori di twitter, perché sono stati centinaia gli hashtag #ibt12. E cioè l’acronimo di If Book Then 2012, la conferenza sul futuro dell’editoria organizzata da BookRepublic ieri (2 febbraio) a Milano. Centinaia di tweet che ho seguito con estremo interesse e che mi hanno offerto idee, sensazioni, prospettive. E mi hanno permesso di vivere quel convegno, seppur a distanza. Ogni tanto scuotevo la testa, ogni tanto sorridevo; ogni tanto annuivo convinto, talvolta meno. Quindi, innanzitutto, il mio ringraziamento va anche a tutti coloro che ci hanno aggiornato su twitter sulla giornata. [Oltre ai tweet, leggi qui tutte le slide dei relatori della giornata].
In questo post intendo proporre alcune parole chiave che mi sono appuntato (seguirà un altro post).


Cosa può imparare l’editoria da un decennio di musica digitale?

Se lo chiede Sascha Lazimbat, amministratore delegato di A2 Electronic Publishing, distributore digitale tedesco di e-book: “Cosa può imparare l’editoria da un decennio di musica digitale?”.
Alcune possibili risposte le ha date Timo Boezeman, editor per A.W. Bruna Publishers, uno dei più grandi editori olandesi:
1) Combattere la pirateria sono solo soldi sprecati (ditelo anche a Marco Polillo dell’Associazione Italiana Editori che proprio poche ore fa ha dichiarato che “La pirateria sta mettendo a rischio il mercato nascente degli ebook in Italia, non possiamo non combatterla”. Per saperne di più leggi qui questo interessante articolo di Punto informatico).
2) L’editore deve imparare dalla pirateria, offrendo i propri contenuti, senza DRM, al giusto prezzo: “Editore, non aver paura, non pensare che ogni copia pirata sia una vendita persa!”.
3) People are downloading more (doesn’t mean that they are reading more): le persone stanno scaricando di più (non vuol dire che leggano di più).
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Un tablet per ogni studente? La Apple tra iPad, iBooks e editoria…

Come si accennava nell’ultimo post, la Apple è entrata con prepotenza nel mondo degli eBook, oltreché nel florido mercato del self-publishing. Le novità recentemente presentate a New York su iBooks 2 e iBooks Author (clicca qui per leggere tutte le news sulla presentazione) hanno aperto un grande dibattito (molto diverso da quello del fumetto che pubblico qui a fianco, prestatomi cortesemente da Cadillac Magazine e che condivido: mi ha fatto sorridere!).

Danno la possibilità di editare un eBook a costo zero.
E allora qual è il problema?

Innanzitutto, i fatti. Apple ha introdotto un nuovo software, gratuito e semplice da usare, per l’autoproduzione di eBook. Si chiama iBooks Author (se hai mac provalo qui) ed è un software per il self-publishing. In concorrenza, quindi, a quello della Amazon. Nelle prime 72 ore il software è stato scaricato circa 90.000 volte, mentre sono stati più di 350.000 i download per i libri di testo che Apple ha messo a disposizione (leggi qui per saperne di più).
Vi starete chiedendo: e allora? Come mai tutto questo dibattito? Beh, gli iBook così creati possono essere venduti solo nell’iBookstore della Apple. E questo non è un dettaglio di poco conto. Quindi, se vi capiterà di editare il vostro bell’iBook, potrete intraprendere due strade:
1) renderlo pubblico gratuitamente;
2) venderlo, dividendo ovviamente i guadagni con l’azienda di Cupertino.
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